Cibo 100% Made in Italy considerato “un must” all’estero, ma fermo ai mercati rionali.

A fronte di una produzione nazionale che vanta oltre 5.847 tra cibi tradizionali e denominazioni di origine, l’Italia porta sulle tavole dei consumatori internazionali non più di 200 “veri” prodotti del Made in Italy. La “reputation” del nostro agroalimentare è buona, per la stragrande maggioranza degli stranieri “un must”, ma la cifra mossa dall’export è di quasi 37 miliardi di euro rispetto a un potenziale di almeno 70 miliardi. In sostanza, un paniere molto limitato di prodotti copre oltre il 90% del fatturato complessivo, che per 24 miliardi di euro è generato addirittura da scambi con le sole nazioni di Germania, Francia e Regno Unito. Numeri che fanno riflettere e che sono stati messi al centro del dibattito nell’importante iniziativa che la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha promosso oggi a Roma presso l’Associazione Stampa Estera. Un incontro con giornalisti e stakeholder di settore, incentrato sull’analisi dei mercati internazionali per l’agroalimentare italiano e sui progetti che la stessa Cia sta realizzando per promuovere le eccellenze delle aziende agricole nostrane su nuovi mercati stranieri. Un piano di internazionalizzazione portato avanti in partnership con Ice, Gambero Rosso International, Centro Studi Anticontraffazione e Studio Valdani e Vicari.

L’Italia, si è detto in conferenza, produce ad esempio ben 523 vini a denominazione d’origine, ma i consumatori mondiali possono “conoscerne” meno di una dozzina: questo perché gli altri non sono facilmente reperibili sui loro mercati. Quindi, mentre i consumatori internazionali trovano l’Aceto balsamico di Modena, il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano, i Prosciutti di Parma e San Daniele, il Pecorino romano e il Gorgonzola, ignorano -solo per citarne alcuni- il Caciocavallo Silano, il Fagiolo di Sarconi o il Riso vialone nano del Veronese. Da questo quadro si deduce come il potenziale inespresso dall’agroalimentare italiano sia enorme.

Recenti studi e analisi, su come “vengono percepite” le produzioni italiane all’estero, dicono che ben 4 consumatori stranieri su 10 giudicano la qualità dei nostri cibi superiore rispetto a quella locale, il 43% degli statunitensi chiede più Made in Italy nei supermercati e ben il 74% dichiara di essere disposto a riconoscere un prezzo maggiorato sui prodotti, a patto che siano 100% italiani. La domanda è forte, ancora di più se si considerano quei Paesi praticamente vergini negli scambi con l’Italia o le realtà emergenti come l’Asia.

Eppure i conti sembrano non tornare. A puntare il dito sulla mancanza di una strategia italiana di lungo respiro sulle politiche agroalimentari connesse all’export, è il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino: “Ho il timore che, a forza di parlare solo di ‘km zero’, stiamo relegando le nostre produzioni di eccellenza alla vendita nei mercatini rionali, che complessivamente generano un fatturato inferiore al miliardo e mezzo di euro -ha dichiarato nel corso dell’iniziativa alla Stampa Estera-. Questa strategia ‘limitata’ blocca, invece, un potenziale da almeno 70 miliardi di euro in export”.

Finora, è emerso dalla conferenza della Cia, l’Italia non ha mai messo in campo (o lo ha fatto poco e in maniera disorganica) una strategia funzionale per aggredire i mercati stranieri, organizzando e accompagnando le imprese agroalimentari in questo processo. E anche da qui origina il fenomeno dell’Italian sounding e dei “falsi Made in Italy”, che ha trovato campo libero sui mercati internazionali, venendo a mancare di fatto il presidio dei prodotti “veri”. E tradotto in cifre il business del “tarocco”, va ricordato, muove 60 miliardi di euro ogni anno. Un fatturato totalmente scippato a chi ha costruito nei secoli sul campo, attraverso qualità e sapienza, l’immagine vincente del cibo italiano nel mondo: agricoltori e artigiani.

Fonte: Elp coop

Nuovo Bando per l’assegnazione di posteggi al mercatino Natalizio.

L’ amministrazione comunale di Barletta, con delibera di G.C. n. 157 del 25.08.2016, ha stabilito di realizzare in Piazza Aldo Moro, dal 7 Dicembre 2016 al 6 Gennaio 2017, un mercatino promozionale natalizio, costituito da n° 20 casette in legno e servizi connessi. Tali strutture saranno assegnate a operatori per il commercio su aree pubbliche e ai piccoli artigiani regolarmente iscritti alla C.C.I.A.A. e saranno destinate alla vendita di addobbi natalizi vari, giocattoli, torrone e dolciumi, biancheria intima e per la casa a tema natalizio, piccolo artigianato artistico. I posteggi saranno aperti tutti i giorni della settimana con la seguente scansione oraria:

giorni feriali : dalle ore 17 alle 22;

giorni festivi : dalle 9 alle 13, dalle 17 alle 23.

Gli operatori del commercio su aree pubbliche interessati all’assegnazione del posteggio, devono far pervenire al Comune l’apposita istanza di concessione utilizzando il modulo scaricabile quii piccoli artigiani devono, invece, far pervenire l’apposita istanza di concessione, utilizzando il differente modulo scaricabile qui. La domanda di partecipazione, in carta legale, correlata da copia del documento di identità in corso di validità, va presentata al Comune di Barletta entro e non oltre le ore 12,30 del 07 Ottobre 2016 secondo le seguenti modalità:

  • Via PEC all’indirizzo suap@cert.comune.barletta.bt.it , in questo caso farà fede la data e l’ora dell’invio della stessa.
  • Tramite raccomandata A.R., in questo caso farà fede la data e l’ora dell’invio della stessa.
  • A mano, in busta sigillata, c/o l’ufficio protocollo del SUAP ubicato in C.so Cavour n°1 (ex Banca d’Italia), in questo caso farà fede il timbro di ricevimento e l’ora che dovrà essere apposta in presenza dell’istante.

Il bando integrale e tutti gli allegati sono presenti sul sito del comune, consultabili accedendo qui.

Gli uffici Assoimprese, presso il centro Elabpoint formazione ed orientamento, in via Trani 122 a Barletta, restano a disposizione di chiunque abbia la necessità di essere assistito nella compilazione e comprensione del modulo, dal lunedì al venerdi dalle ore 9 alle ore 18.

Programma di sviluppo rurale nazionale 2014-2020, misure innovative per la gestione del rischio in agricoltura.

Nell’ambito del Programma di sviluppo rurale nazionale 2014-2020 sono state previste alcune misure innovative per la gestione del rischio: i fondi di mutualizzazione e lo strumento per la stabilizzazione del reddito. Ne hanno parlato Angela Lamboglia (Fasi) con Domenico Mastrogiovanni della CIA-Confederazione Italiana Agricoltori.

Per il settennato 2014-2020 l’Italia dispone per lo sviluppo rurale di 10 miliardi e 430 milioni di euro a valere sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), cui si aggiunge il cofinanziamento nazionale, per un totale di 20,86 miliardi di euro. Di questi, circa 18,62 miliardi sono destinati all’attuazione dei Programmi di sviluppo rurale (PSR) regionali, mentre 2,24 miliardi servono a finanziare il Programma di sviluppo rurale nazionale, che si articola in:

  • Misura 4 Investimenti negli asset fisici;
  • Misura 16 Cooperazione (per la tutela della biodiversità);
  • Misura 17 Gestione del rischio;
  • Misura 20 Assistenza tecnica.

Gestione del rischio

L’obiettivo degli strumenti di gestione del rischio è rispondere alle conseguenze della variabilità nei fenomeni atmosferici, dell’instabilità dei prezzi sui mercati agricoli e del processo di disaccoppiamento dei pagamenti diretti dalla produzione. In particolare, a valere su circa 1,5 miliardi di euro destinati alla gestione del rischio, il PSRN 2014-2020 prevede l’integrazione del sistema di assicurazioni agevolate con due strumenti innovativi: i fondi di mutualizzazione e l’IST.

Assicurazione del raccolto, degli animali e delle piante

La prima sottomisura prevede contributi in conto capitale per il pagamento dei premi di assicurazione del raccolto, degli animali e delle piante a fronte del rischio di perdite economiche per gli agricoltori. Il sostegno è concesso solo per le polizze assicurative che coprono le perdite causate da avversità atmosferiche, epizoozie, fitopatie o infestazioni parassitarie, da emergenze ambientali o da misure adottate ai sensi della direttiva 2000/29/CE per eradicare o circoscrivere una fitopatia o un’infestazione parassitaria, che distruggano più del 30% della produzione media annua dell’agricoltore rispetto al triennio precedente o della sua produzione media triennale calcolata sui cinque anni precedenti, escludendo l’anno con la produzione più bassa e quello con la produzione più elevata. A beneficiare dei contributi sono gli imprenditori agricoli che si qualifichino come agricoltori attivi ai sensi dell’articolo 9 del Regolamento (UE) n. 1307/2013 e che siano titolari di “Fascicolo Aziendale”, nel quale deve essere dettagliato il piano di coltivazione e devono essere individuate le superfici utilizzate per ottenere il prodotto oggetto dell’assicurazione.

Fondi di mutualizzazione

La sottomisura copre in questo caso i contributi finanziari versati ai fondi di mutualizzazione per il pagamento di compensazioni finanziarie agli agricoltori in caso di perdite economiche con le caratteristiche descritte nella precedente sottomisura. A beneficiare dei contributi pubblici, in conto capitale o in conto interessi, sono i fondi di mutualizzazione costituiti da imprenditori agricoli che sono riconosciuti dall’autorità competente conformemente alla normativa nazionale.

IST: Strumento di stabilizzazione del reddito

L’ultima novità del Programma è lo strumento di stabilizzazione del reddito, che consiste nel versamento di contributi finanziari a fondi mutualistici appositamente istituiti per il pagamento di compensazioni finanziarie agli agricoltori a seguito di un drastico calo di reddito. Gli indennizzi versati dal fondo IST agli agricoltori aderenti possono compensare in misura inferiore al 70% la perdita di reddito subita dal produttore nell’anno in cui quest’ultimo diventa ammissibile all’assistenza in questione. Anche in questo caso a beneficiare del sostegno, in conto capitale e in conto interessi, sono i fondi mutualistici per la stabilizzazione del reddito costituiti da imprenditori agricoli riconosciuti dall’autorità competente conformemente alla normativa nazionale.

Il giudizio della CIA

Abbiamo passato in rassegna gli strumenti per la gestione del rischio previsti dal PSRN con Domenico Mastrogiovanni dell’area economica della CIA-Confederazione Italiana Agricoltori. La CIA – premette Mastrogiovanni – riteneva appropriato finanziare le misure di gestione del rischio nell’ambito del primo pilastro della Politica agricola comune, come avvenuto negli anni scorsi e come previsto per il settore vitivinicolo anche per la nuova programmazione. “L’aver previsto la gestione del rischio nell’ambito del secondo pilastro, quello dello sviluppo rurale, impone una scelta da noi condivisa, che è quella del piano nazionale”, spiega Mastrogiovanni. Volendo proporre una classifica delle tre strategie percorse dal Programma, secondo Mastrogiovanni, lo strumento più efficace è quello dei premi assicurativi, “già in fase avanzata perché annualmente vengono assicurate molte colture italiane”. Si tratta di uno strumento piuttosto conosciuto tra gli agricoltori, perché in corso da diversi anni, ma che dovrebbe essere migliorato, secondo la CIA, superando la concentrazione in alcune aree, in particolare in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, e garantendo una diffusione su tutto il territorio nazionale. Per quanto riguarda i fondi di mutualizzazione, continua Mastrogiovanni, si tratta di uno strumento anticiclico che subentra in caso di brusche perdite per gli agricoltori e che attualmente si sta testando con alcune iniziative pilota, sempre nel Centro-Nord. Il limite, osserva Mastrogiovanni, è però dato dal fatto che la Commissione europea copre solo i costi per la creazione del fondo, che poi deve essere alimentato dalle imprese aderenti. Infine, per quanto riguarda la stabilizzazione reddito, si tratta di creare uno strumento che in annate di calo eccessivo del reddito, come avvenuto nel 2014, intervenga con compensazioni. E’ complicato da costruire, osserva Mastrogiovanni, e anche in questo caso il piano prevede l’avvio di iniziative pilota. Sicuramente, conclude Mastrogiovanni, è indispensabile avviare attività di informazione e animazione per spiegare agli agricoltori il funzionamento delle nuove misure e le loro potenzialità.

 

Fonte: Fasi.biz

Albo addetti alla materia Igiene e Sicurezza sui luoghi di lavoro

Il Decreto Legislativo n° 81 del 09 aprile 2008, costituisce il fondamento normativo di riferimento per tutti gli addetti alla materia Igiene e Sicurezza sui luoghi di lavoro. Dal momento della sua emanazione è stato ripetutamente sottoposto ad integrazioni e modifiche allo scopo di migliorarne i contenuti, adeguandoli di volta in volta ai feedback scientifici derivanti dalla sua applicazione sul campo. In quest’ottica si inquadra l’idea di garantire il massimo possibile della preparazione da parte delle figure professionali che attivamente sono chiamate in causa. Una fra queste è certamente quella del Medico Competente, incaricato dal Datore di Lavoro (altra figura basilare!) non solo di eseguire “banali” visite mediche, ma al contrario, investito di doveri ben più ampi, tra cui certamente figura anche la Sorveglianza Sanitaria. Proprio con l’intento di offrire un servizio di alta validità, a torto o ragione, il legislatore ha previsto che il Medico Competente segua piani formativi di durata triennale (quello corrente si concluderà il prossimo 31 dicembre 2016), obbligandolo al conseguimento di un certo numero di crediti necessari ad essere inserito in un albo ufficiale depositato presso il Ministero della Salute e sempre disponibile alla consultazione La presenza in tale elenco è NECESSARIA al fine dello svolgimento delle attività di Medico Competente e come specificato in una nota della FNOMCEO (Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi ed Odontoiatri), tutti gli atti posti in essere dal professionista privo di tale requisito sono da considerarsi illegittimi così come è passibile di sanzione pecuniaria il Datore di Lavoro che di egli si sia avvalso portale.fnomceo.it/fnomceo/showArticolo.2puntOT?id=132334 . Le indicazioni fornite dalla FNOMCEO derivano da quanto emerso a conclusione di una prima verifica compiuta sul predetto albo alla fine del precedente triennio formativo e soprattutto dopo una ulteriore proroga (scaduta lo scorso 30 giugno 2016) concessa a quei Medici che non fossero riusciti ad inserirsi. Alla luce di ciò, l’elenco dei Medici Competenti attualmente “abilitati” e solo dal quale si può attingere, è reperibile al seguente indirizzo: www.salute.gov.it/MediciCompetentiPortaleWeb/ricercaMedici.jsp

Bando ECG 2016 – contributi per organizzazioni senza scopo di lucro

Arriva in Gazzetta ufficiale il bando da 2 milioni di euro per la concessione di contributi per la realizzazione di iniziative di sensibilizzazione ed educazione alla cittadinanza globale proposte dalle organizzazioni della società civile e dai soggetti senza finalità di lucro iscritti all’Elenco di cui all’art. 26 della legge n.125/2014.

IL BANDO ECG 2016

Il bando ECG 2016 mira a promuovere la sensibilizzazione e la comprensione dei temi dello sviluppo sostenibile e dell’interdipendenza a livello globale, in linea con l’Agenda 2030, e a rafforzare la consapevolezza dei cittadini in modo da favorirne il coinvolgimento attivo e l’adozione di atteggiamenti e stili di vita conseguenti.

Nello specifico, l’avviso può finanziare iniziative destinate:

  • al settore dell’educazione formale, attraverso la definizione di nuovi strumenti per l’introduzione dell’educazione alla cittadinanza globale nelle scuole e/o nelle università e la realizzazione di attività specifiche di formazione sui temi dell’educazione allo sviluppo sostenibile;
  • a promuovere la conoscenza, la comprensione critica e la partecipazione della cittadinanza, anche attraverso la sperimentazione e la ricerca-azione;
  • a favorire l’informazione e la sensibilizzazione presso un pubblico più ampio.

I contributi sono destinati ai soggetti senza finalità di lucro che alla data di scadenza del bando risultino regolarmente iscritti all’elenco di cui all’articolo 26 della legge 125-2014 e all’articolo 17 del decreto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale n. 113-2015.

Ciascun proponente può presentare, entro le ore 12.00 del 12 settembre 2016, una sola proposta come capofila e partecipare al massimo ad una proposta in qualità di partner.

Le concept note ritenute ammissibili verranno esaminate da una Commissione di valutazione; in caso di esito positivo, i promotori verranno invitati a presentare le proposte complete entro le ore 12.00 del quarantesimo giorno successivo alla pubblicazione della lista delle concept note ammesse.

Ai finanziamenti saranno ammesse solo le proposte contenenti una richiesta di contributo compresa tra 150mila e 500mila euro e comunque non superiore al doppio dei proventi complessivi del proponente nel triennio 2013-2015. L’agevolazione non dovrà inoltre essere superiore al 75% del costo dell’iniziativa.

fonte: www.fasi.biz

Piani formativi aziendali, avviato un nuovo bando.

Formazione continua dei dipendenti delle imprese pugliesi – Piani Formativi Aziendali: avviato il nuovo bando.

Approvato il nuovo bando regionale “Piani Formativi Aziendali”. L’avviso pubblico è lo strumento attraverso cui la Regione Puglia sostiene la Formazione Continua degli occupati. Si forniscono contributi finanziari alle imprese per sostenere lo sviluppo delle competenze e l’aggiornamento professionale delle lavoratrici, dei lavoratori e degli imprenditori pugliesi.

Il bando prevede la possibilità per le aziende di ottenere finanziamenti per corsi di formazione per i dipendenti nelle materie dello sviluppo di tecniche e tecnologie produttive e/o conduzione impianti; miglioramento della qualità del prodotto/servizio; organizzazione aziendale; gestione ambientale (rifiuti, risparmio risorse idriche ed energetiche); internazionalizzazione; responsabilità sociale di impresa. Le ore di formazione pro-capite possono essere max 100, non c’è limite al numero di dipendenti da formare purché non si superi il numero di 18 per aula. I piani formativi aziendali possono essere presentati ed attuati da singole imprese, da Raggruppamenti temporanei tra Imprese con sede nel territorio pugliese e raggruppamenti temporanei di scopo tra imprese ed organismi di formazione già costituiti o in via di costituzione.

Organizzata da Assoimprese in collaborazione con Elabpoint Formazione ed Orientamento, con il Patrocinio del Consorzio 5 Stelle,  sarà svolta martedì prossimo 26 luglio alle 18.00 nella sede in Via Trani 122 int.3  la presentazione del Bando,  che sarà curata dai tecnici dell’Ente di Formazione Agromnia Società Cooperativa.

I piani formativi aziendali possono essere presentati ed attuati da singole imprese, da Raggruppamenti temporanei tra Imprese con sede nel territorio pugliese e raggruppamenti temporanei di scopo tra imprese ed organismi di formazione già costituiti o in via di costituzione.

 

Evoluzione e formazione, le chiavi per l’eccellenza.

Quando la giusta filosofia d’impresa, il continuo aggiornamento tecnologico e la costante attenzione per le tendenze della moda si mescolano alla formazione continua del personale, il passo per occupare una posizione leader nel mercato è breve.  Questo è quello che accade nella Bat,  precisamente a Trani, dove Alfredo Vania senior  nel 1937 fonda la Vanplast s.r.l. .

Il giovane e brillante imprenditore (classe 1901), in pieno regime autarchico inventa la maniera di riciclare gli scarti di lavorazione provenienti dall’azienda di famiglia, produttrice di botti in legno, per realizzare tacchi per calzature.  Oggi Vanplast è un punto di riferimento nel settore calzaturiero come impresa produttrice di tacchi, zeppe, piantine e fondi per la calzatura da donna e si estende su una superficie di 6.000 mq circa per una capacità produttiva di circa 40.000 paia al giorno.  Sulla scorta di nuove idee e particolari esigenze, realizzano modelli sulla base di disegni, ricostruiti successivamente in CAD; il prototipo è poi realizzato in resina, pronto per essere testato e messo in produzione.

Noi ci auguriamo che imprenditori come il sig.Vania, continuino a fare della nostra regione il nido dell’innovazione e del progresso economico.

fonte informazioni: www.vanplast.it

 

FORMAZIONE CONTINUA: VITAMINA PER IMPRESE E LAVORATORI

Competenze sempre più elevate e aggiornate giocano un ruolo decisivo per la competitività delle imprese e la qualità del lavoro. È dunque prioritario l’obiettivo di investire sulle risorse umane e quindi di integrare il sistema dell’istruzione con quello della formazione e del lavoro in un ciclo virtuoso per contrastare e ridurre gli effetti deleteri causati da una situazione di crisi che non accenna a diminuire.

L’esperienza dimostra che l’unica vera forza in grado di muovere un’economia e garantire lo sviluppo sono le persone. In una società come quella attuale, in cui la globalizzazione e le tecnologie hanno profondamente cambiato le dinamiche socioeconomiche, risulta di capitale importanza innalzare la capacità di ognuno di comprendere la complessità della realtà per poter divenire cittadini consapevoli e lavoratori in grado di contribuire al generarsi e al consolidarsi di quelle innovazioni sociali ed economiche che costituiscono il motore dello sviluppo. Occorre pertanto tornare a investire in cultura, istruzione e, ora che l’Europa sta per fortuna riscoprendo la centralità della manifattura, anche in formazione continua.

La formazione continua (in inglese “continuing vocational training”) è volta a migliorare il livello di qualificazione e di sviluppo professionale delle persone che lavorano, assicurando alle imprese e agli operatori economici sia pubblici che privati, capacità competitiva e dunque adattabilità ai cambiamenti tecnologici e organizzativi.

Per questo motivo Assoimprese ritiene fondamentale la conoscenza  e l’utilizzo di strumenti agevolativi a sostegno dello sviluppo delle competenze e per l’aggiornamento professionale dei lavoratori pugliesi.  Molte aziende sono in affanno ed  è per questo che l’attesa di tali interventi pubblici le vedrebbe più disponibili verso queste forme di investimento fondamentali per  il proprio  sviluppo e che favoriscono il miglioramento del sistema competitivo ed economico in generale.

Per favorire la conoscenza degli strumenti a disposizione delle Imprese (Fondi Interprofessionali e Misure previste dal Programma Regionale Fondo Sociale Europeo 2014-2020 della Regione Puglia), il Presidente di Assoimprese Francesco Filannino invita tutti gli interessati a partecipare all’incontro con i propri professionisti ed esperti per il giorno Giovedì 30 giugno alle ore 18.00 nella sede in via Trani 122.

RISULTATI 3° CAMPIONATO MONDIALE DI PIZZA AL FUNGO


Di seguito le prime posizioni delle competizioni disputate:

Campionato Mondiale Pizza al Fungo
1° Nicola Sardella
2° Giovanni Di Santo
3° Mose Colapinto

Campionato Nazionale Pizza al Fungo
1° Cirino Abramo
2° Gianluca D’Acunto
3° Giovanni Cannito

Trofeo Cadetti
1° Giuseppe Tenuta
2° Massimo Panessa
3° Deodato Cristian

Coppa Europea Eraclio
1° Nicola Sardella
2° Pantaleo Montarone
3° Raffaele Ventola

Trofeo Senatore Cappelli
1° Antonio Ventura
2° Raffaele Ventola
3° Ali Hassou

Trofeo Miss Pizza
1° Agnese Maggio
2° Patrizia Schiralli
3° Laura Civita

Trofeo Pizza STG
1° Pantaleo Montarone
2° Mario Giordano
3° Vincenzo Mansi

Trofeo Pizza alla Pala
1° Filomena Palmieri
2° Francesco Mannatrizio
3° Mimmo Spagnuolo

Trofeo Pizza senza glutine
1° Aniello Mansi
2° Ciro Lupoli
3° Margherita Di Carlo

Trofeo Pizza Moringa
1° Nicola Sardella
2° Francesco Tavella e Ciro Lupoli
3° Francesco Mannatrizio

Trofeo Alberghiero
1° Eustachio Zaccaro
2° Gianluca Tisci
3° Benedetta Puopolo

Premio per la tecnica
1° Giovanni Di Santo
2° Nunzio Ventura
3° Giovanni Piazza

Premio per la critica
1° Antonino Deturis
2° Francesco Avolio
3° Lorenzo Minervini

Gara di abilità: Pizza Larga
1° Giovanni Di Santo
2° Luigi Bartolo Gallo
3° Pasquale Diodato

Gara di abilità: Freestyle
1° Andrea Forte
2° Giovanni Di Santo
3° Aniello Mansi